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Negligenza visiva dopo un ictus: che cos’è ed esercizi che aiutano

La negligenza è un problema di attenzione, non di vista, e costruire l’abitudine di guardare verso il lato trascurato può rendere più sicura la vita di ogni giorno.

Che cos’è la negligenza visiva?

Dopo un ictus, più spesso nell’emisfero destro del cervello, alcune persone smettono di prestare attenzione a un lato del mondo, di solito il sinistro, anche se gli occhi funzionano perfettamente. È la negligenza spaziale (visiva) unilaterale. Si può manifestare così: si mangia solo da un lato del piatto, si urtano gli stipiti delle porte sempre dallo stesso lato, non ci si accorge di chi arriva da quel lato, si legge e si disegna solo metà delle cose.

In che cosa è diversa dall’emianopsia

L’emianopsia è la perdita di una parte del campo visivo: l’immagine non arriva al cervello. La negligenza è un’altra cosa: la vista è intatta, ma il cervello non presta attenzione a quel lato. Alcune persone hanno tutte e due. Distinguerle conta perché le strategie in parte coincidono ma non sono identiche, ed è per questo che una valutazione è utile.

L’idea dietro gli esercizi

Dato che il lato trascurato è più ignorato che non visto, l’obiettivo è costruire l’abitudine, voluta e sollecitata da altri, di rivolgergli l’attenzione. Con la pratica, «controllare a sinistra» di proposito può diventare più automatico.

Esercizi da provare a casa

Parla prima con la tua équipe riabilitativa: queste sono tecniche generali, non un piano personalizzato.

1. Metti un’àncora sul lato trascurato

Metti un segnale ben visibile (una striscia colorata o un foglietto adesivo) sul bordo del lato trascurato di una pagina o di un vassoio. Allenati a cercare quell’àncora per prima cosa, ogni volta, prima di cominciare.

2. Esplora e cerca

Esercitati a trovare oggetti che qualcuno ti nomina su un tavolo o una pagina pieni di cose, spingendo di proposito lo sguardo fino al bordo trascurato. Di’ ad alta voce che cosa trovi da quel lato, per fissarlo meglio.

3. Descrivi l’intera scena

Fermati sulla porta o in una stanza e descrivi di proposito che cosa c’è dal lato trascurato. Farne una routine a voce alta rafforza l’abitudine.

La negligenza può togliere anche la consapevolezza della difficoltà stessa, perciò chi ti assiste o un terapista che ricorda con gentilezza «controlla a sinistra» durante le attività di ogni giorno è uno dei sostegni più efficaci.

Mettilo in pratica, con un metodo, nella tua lingua

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Quando chiedere aiuto

La negligenza è meglio farla valutare da un’équipe dell’ictus, da un terapista occupazionale o da un neuropsicologo, che possono stimarne la gravità e le ricadute sulla sicurezza, guida compresa. Chiedi al medico o all’équipe riabilitativa un invio, e per qualsiasi sintomo nuovo e improvviso rivolgiti con urgenza a un medico.

Domande frequenti

La negligenza visiva è la stessa cosa dell’emianopsia?
No. L’emianopsia è la perdita di una parte del campo visivo; la negligenza è non prestare attenzione a un lato anche se la vista è intatta. Alcune persone hanno tutte e due.
La negligenza visiva migliora?
Spesso migliora, soprattutto nei primi mesi, e le strategie strutturate per l’attenzione possono aiutare. Il recupero varia da persona a persona.
Che cosa possono fare i familiari?
Ricordare con gentilezza e con costanza di «controllare» il lato trascurato durante le attività di ogni giorno, mangiare, vestirsi, camminare, è tra i sostegni più utili.

Questa guida fornisce informazioni generali, non consigli medici, e non diagnostica né cura alcuna condizione. Segui sempre le indicazioni della tua équipe riabilitativa. Stroke Sight e ReWrite sono strumenti di supporto al benessere, non dispositivi medici.