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Emianopsia o negligenza visiva? La differenza, e perché conta

Dopo un ictus, due problemi molto diversi possono sembrare identici visti da fuori: non ci si accorge di ciò che sta da un lato. Sapere con quale dei due hai a che fare cambia ciò che aiuta.

Due problemi diversi

L’emianopsia è una perdita della vista: la stessa metà del campo visivo manca in entrambi gli occhi perché la via visiva è stata danneggiata. La persona di solito sa che qualcosa non va: urta gli stipiti delle porte, perde il rigo leggendo, si spaventa per cose che spuntano da un lato.

La negligenza visiva (detta anche negligenza spaziale o inattenzione) è una perdita dell’attenzione: gli occhi possono funzionare benissimo, ma il cervello non presta attenzione a un lato dello spazio, più spesso il sinistro, dopo un ictus nell’emisfero destro. Il tratto distintivo è che la persona spesso non se ne rende conto: il cibo lasciato su metà del piatto, un lato del viso non rasato, disegni a cui manca la metà sinistra, senza alcuna sensazione che manchi qualcosa.

Possono presentarsi insieme

Lo stesso ictus può causarli entrambi, ed è una delle ragioni per cui conta la valutazione di un professionista: la combinazione si comporta in modo diverso da ciascuno dei due preso da solo, e per distinguerli servono test formali.

Come i clinici le distinguono

Il campo visivo si misura direttamente (test per confronto, perimetria). La negligenza si valuta con prove come la cancellazione (barrare bersagli sparsi su una pagina), la bisezione di linee (segnare il centro di una linea: chi ha una negligenza sinistra lo segna molto spostato a destra), il disegno dell’orologio e la copia. A somministrarle possono essere un ortottista, un terapista occupazionale o un neuropsicologo, ed è l’insieme dei risultati a distinguere un deficit di campo da un problema di attenzione.

Perché la differenza conta per la riabilitazione

Con l’emianopsia la persona sa di dover compensare, quindi le strategie di scansione e gli ausili per la lettura si possono esercitare di proposito. Con la negligenza il primo ostacolo è la consapevolezza stessa: la terapia spesso deve prima costruire l’abitudine di guardare verso il lato trascurato, con sollecitazioni, àncore e segnali strutturati, perché qualsiasi strategia di scansione possa attecchire. Le prove a favore dei trattamenti della negligenza sono davvero limitate: una revisione Cochrane sulla riabilitazione cognitiva della negligenza (Bowen e colleghi, 2013) ha trovato prove insufficienti per dire quali approcci funzionino meglio, anche se l’allenamento della scansione con sollecitazioni resta un pilastro della pratica clinica. La negligenza, inoltre, tende a pesare di più sull’autonomia quotidiana, e questo rende il coinvolgimento dei professionisti più importante, non meno.

Che cosa aiuta giorno per giorno

Per l’emianopsia: scansione sistematica verso il lato cieco, un riferimento al bordo della pagina quando si legge, buona illuminazione, e le cose importanti sistemate sul lato che vede mentre si allena l’attenzione verso l’altro. Per la negligenza: un’àncora ben visibile al bordo del lato trascurato, routine che cominciano sempre dal ritrovare quell’àncora, familiari che richiamano con delicatezza l’attenzione dal lato trascurato, e una pratica strutturata impostata da un terapista occupazionale. In entrambi i casi, parla con la tua équipe prima di adottare queste tecniche: sono descrizioni generali, non un piano personalizzato.

Pratica strutturata di scansione

Gli esercizi di Stroke Sight, tra cui Anchor & Scan, Visual Search Grid e Line Bisection, si usano per esercitare la scansione in entrambe le condizioni. Se e come si adattino alla tua situazione è una domanda da fare alla tua équipe: l’app è uno strumento di supporto al benessere per esercitarsi, non un trattamento. Demo gratuita, senza account.

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Domande frequenti

Quale dei due ho?
Può dirlo solo una valutazione: un test del campo visivo più delle prove di attenzione. Se non sei mai stato valutato formalmente, chiedi un invio all’équipe dell’ictus, all’ortottista o al medico di base.
La negligenza migliora?
Spesso migliora molto nelle prime settimane e nei primi mesi, ma può persistere. Una negligenza che non passa merita un intervento riabilitativo specialistico.
Posso guidare con l’una o con l’altra?
Entrambe incidono sull’idoneità alla guida, e le regole sono rigorose e cambiano da paese a paese: leggi la nostra guida su guidare dopo un ictus con una perdita del campo visivo, e avvisa sempre l’autorità che rilascia le patenti.
Fonti: Bowen A et al. (2013), Cognitive rehabilitation for spatial neglect following stroke, Cochrane Database of Systematic Reviews · Corbetta M & Shulman GL (2011), spatial neglect and attention networks, Annual Review of Neuroscience · Rowe FJ et al., prevalence studies of post-stroke visual impairment (VISION research unit, Liverpool).

Questa guida fornisce informazioni generali, non consigli medici, e non diagnostica né cura alcuna condizione. Segui sempre le indicazioni della tua équipe riabilitativa. Stroke Sight e ReWrite sono strumenti di supporto al benessere, non dispositivi medici.